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Abbanoa verso il crac

CAGLIARI. Abbanoa corre sull'orlo del baratro: 130 milioni di debiti con le banche e 200 con i fornitori. Il presidente della commissione Bilancio, Paolo Maninchedda, ha investito della questione il presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombarddo.

La questione è così grave sul piano finanziario che non si può correre il rischio della strumentalizzazione, afferma Maninchedda in una lettera inviata al presidente dell'assemblea che, per ruolo istituzionale, è super partes. Abbanoa, l'idromostro, è stretta tra i debiti e la mancata capitalizzazione che l'avrebbe messa al riparo da un possibile crack in grado di travolgere trecento imprese. E questo mentre le banche chiedono una copertura rilevante del debito pregresso (70 milioni su 130). «Credo che occorra intervenire nel Collegato alla Finanziaria e non fra un mese o due», scrive Maninchedda, «con un emendamento normativo o finanziario robusto, non meno di 200 milioni di euro, che preveda una nuova governance della società». Una scelta dovuta e drammatica, la definisce il presidente della commissione Bilancio, «che chiama tutti alla responsabilità e che deve avere una connotazione istituzionale piuttosto che politica. Voglio sottrarre la mia preoccupazione a ogni possibile strumentalizzazione», precisa Maninchedda nella lettera alla Lombardo. E aggiunge di non cogliere né nella maggioranza, né nell'opposizione «l'adeguata percezione della gravità della situazione».Nella lettera, Maninchedda si addentra nell'assetto generale del sistema idrico con le sue disfunzioni; ma torniamo alla parte finanziaria: dal 2005 al 2011, scrive il presidente della terza commissione, il gestore avrebbe dovuto ricevere 104 milioni di euro di capitalizzazione per generare risorse finanziarie adeguate a sostenere l'operatività. Altri 50 milioni di capitalizzazione sono poi previsti per il 2012: in totale «mancano all'appello» 154 milioni di euro. Oltre il profilo finanziario, però, è evidente anche la criticità di quello patrimoniale dato che Abbanoa dovrà proseguire con forti abbattimenti di capitale per far fronte alle perdite di esercizio, compromettendo la continuità aziendale.Maninchedda sostiene che tutti i dati meritano una «formale acquisizione da parte della Regione per la verifica delle risorse pubbliche impegnate soprattutto per la realizzazione delle infrastrutture di servizio; non è mai stata fatta una verifica delle perdite e dei ricavi dichiarati dalle pregresse gestioni in modo da accertare ciò che è realmente confluito in Abbanoa». Maninchedda denuncia che il sistema idrico ha sopportato sino a oggi un'esposizione abnorme perché sono mancati quei 300 milioni di euro che avrebbero dovuto sostenere la gestione e gli investimenti nel periodo 2005-2010: «Un dato più che plausibile visto che il sistema precedente, sino al 2005 con Esaf, Govossai, Sim, Siinos e Comuni, era sostenuto con circa 75 milioni di euro l'anno per la copertura delle perdite di esercizio».È drammatico, poi, che il dramma finanziario si stia scaricando sulle imprese che vantano crediti per 200 milioni e che ora stanno rifiutando la prosecuzione dell'attività. Il sistema idrico, in definitiva, è sostenuto dall'indebitamento delle aziende fornitrici di servizi.Da qui la necessità di un intervento bipartisan, secondo Maninchedda: «Mi auguro che ciò che ho scritto», si legge nella lettera a Claudia Lombardo, «possa sollecitare il Consiglio e la Giunta ad assumere le decisioni gravi ma necessarie che la situazione richiede in un quadro di responsabilità istituzionale superiore alla normale dialettica tra le parti politiche».

Pubblicato il 21/6/2011 alle 11.20 nella rubrica diario.

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